ANNA MAGNANI – L’antidiva che ha conquistato il popolo italiano

Anna Magnani, nata in condizioni di estrema povertà a Roma il 7 marzo 1908, è stata una figura chiave del neorealismo italiano ed anti diva per eccellenza. Cresciuta dalla nonna materna sin da piccola si fa notare per il suo talento cantando nei cabaret della città capitolina e frequentando allo stesso tempo l’Accademia D’arte drammatica. Partendo dalla compagnia teatrale di Dario Niccodemi nel 1929 diviene velocemente uno dei nomi più richiesti del teatro italiano lavorando da subito con i grandi dell’epoca.

Da Vittorio de Sica, con cui fa il suo esordio al cinema in “Teresa venerdì”, a totò, con cui recita assieme in più occasioni (come “Quando meno te l’aspetti” (1940) e “Volumineide” (1942), entrambi di Michele Galdieri.) Con il film neorealista di Roberto Rossellini “Roma città aperta” (1945) arriva la sua consacrazione come attrice e come simbolo di quel mondo popolano ma sensibile che incarnano valori genuini dell’Italia degli anni quaranta. Nel 1948 torna a lavorare con lo stesso Rossellini a cui presta la voce per interpretare nel film “L’amore” (1948)l’episodio “La voce umana” (tratto dall’atto unico di Jean Cocteau) dove si
cimenta in uno struggente soliloquio di una donna abbandonata dal suo amante.

Nel 1951 incontra Luchino Visconti e si cimenta in “bellissima” in cui fa rivivere le illusioni di una madre frustrata che proietta le proprie aspettative e i sogni di gioventù infranti nell’impossibile carriera cinematografica della figlia.

Quattro anni dopo vince l’Oscar con film di Daniel Mann, “La rosa tatuata” (The Rose Tatoo, 1955), con Burt Lancaster, tratto dal romanzo di Tennessee Williams e nel 62 partecipa al poco riuscito “mamma Roma “di Pier Paolo Pasolini. Gli anni sessanta la riportano cosi alle origini, ad indirizzarsi nuovamente verso il teatro con interpretazioni eccelse nei panni de “La lupa” di Verga, diretta da Franco Zeffirelli e “Medea” di Anhouil.

La sua breve ed ultima apparizione sugli schermi è stata come cameo nel film “Roma” (1972) di Federico Fellini, nella parte di se stessa.

Si spegne all’età di sessantacinque anni per un tumore al pancreas il 26 settembre 1973. Assistita fino all’ultimo dal figlio Luca e da Rossellini. Le sue spoglie si trovano nei pressi della sua amata villa del Circeo nel piccolo cimitero di San Felice Circeo (Latina).

Francesca Azzurra Conidi

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