ELEANOR ROOSEVELT, LA FIRST LADY DEI DIRITTI UMANI

Anna Eleanor Roosevelt (New York, 11 ottobre 1884 – New York, 7 novembre 1962)fu la moglie di Franklin Delano Roosevelt, il trentaduesimo presidente degli Stati Uniti d’america. è stata filantropa, saggista e ‘attivista molto attiva nel sostenere i diritti civili e fu , oltre che First lady statunitense venerata dal suo paese, una delle prime femministe che hanno sostenuto la necessità di promulgazione di leggi speciali a protezione delle donne lavoratrici. Presidente della commissione che redasse e approvò la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ebbe un ruolo importantissimo nella creazione delle nazioni unite e nella messa in atto del New Deal, il piano di riforme economiche e sociali che disegnarono la famosa linea di governo post bellica promossa dal marito durante il suo mandato presidenziale. nata a New York l’11 ottobre 1884 da Anna Eleanor Hall e Elliott Roosevelt, fratello del Presidente Theodore Roosevelt, rimane presto orfana dei genitori e cresce con la nonna materna a Tivoli, (New York) in un ambiente pero poco favorevole e pieno di ostilità. A causa di queste tensioni viene amorevolmente mandata dalla zia “Bamie” in Inghilterra a studiare. Qui incontrerà madmoiselle Marie Souverte, sua capo insegnante che, a detta della stessa Eleanor, sarà una delle tre persone che più la influenzeranno in tutta la sua vita. Donna dal pensiero libero e innovativo, interessata alle cause liberali e all’emancipazione femminili, la Souvert porta la giovane con se in Europa immergendola nella studio della storia e della letteratura e stimolandola ad esprimere il proprio pensiero in maniera indipendente e strutturata.

Tornata negli stati uniti con una maturità intellettuale ed emotiva fuori dal comune, nel 1902 inizia a frequentare il cugino Franklin con cui convoglierà a nozze il 17 marzo 1905, giorno dedicato a San Patrizio. Ad accompagnare la giovane sposa all’altare, in vece del defunto padre, sarà lo zio Theordore.

Durante l’intero periodo del governo del marito, che va dal 4 marzo 1933 al 12 aprile 1945 ( eletto per il Partito Democratico), la First lady sostiene la lotta degli afroamericani e si presenta come una delle prime femministe in terra statunitense a combattere vigorosamente per la maggior tutela del suo genere. Il periodo di attività più intenso si riscontra durante il secondo conflitto mondiale. Insieme al sindaco di New York, Fiorello la Guardia, dirige il comitato nazionale di difesa civile e presenzia a innumerevoli eventi promossi per manifestare il sostegno morale nei centri sociali e militari. Il suo impegno concreto e costante ha come obiettivo la possibilità di pari opportunità per chi si sente una minoranza sotto rappresentata e, grazie alla sua notorietà e impegno, riesce ad ottenere molti fondi da destinare a queste cause. e Nel 1943 fa parte degli esponenti americani che gettano le fondamenta per la costruzione dell’istituto di ricerca per la promozione della pace nel mondo chiamato Freedom House e alla fine della guerra diviene vera e propria protagonista nella stesura della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Il documento firmato a Parigi il 10 dicembre 1948 in cui vengono ribaditi i diritti inalienabili che ogni essere umano dovrebbe possedere e che i paesi aderenti alle Nazioni Unite si impegnano a rispettare è una delle pietre miliari della stessa organizzazione.

Lo stesso presidente Truman le riconosce l’appellativo di “First lasy of the World” per i suoi enormi meriti in ambito umanitario e civile.

Anche in età avanzata e fino alla sua morte nel 1962 non smetterà mai di impegnarsi per il sostenimento delle pari opportunità e per una maggior tutela dei diritti civili.

Francesca Azzurra Conidi

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