ENRICO V TORNA AL GLOBE

Finalmente Enrico V ritorna in Italia. Quest’opera shakespeariana legata alla tradizione inglese del Globe Theatre inglese è, infatti, da diversi decenni che non viene allestita nei teatri italiani entrando, purtroppo oserei dire, nel dimenticatoio delle opere in disuso. A rispolverare questo testo, immeritatamente poco maneggiato, e a metterlo in scena al Globe di Roma a Villa Borghese (in replica fino al 6/8) è Daniele Pecci, attore di grande talento e regista in divenire.

La pièce, seppur minimalista per necessità di palco e di tempo, si apre sempre come con l’originale versione, con il re gallese che decide di dichiarare guerra a Carlo VI, re di Francia. Nonostante la netta minoranza di uomini, la sua fede nella giustizia e i buoni ideali che lo accompagnano nell’impresa, lo aiuteranno a battere il temibile esercito francese e a suggellare, sposandosi inoltre con la figlia di Carlo Caterina di Valois, la pace per il suo popolo.

Il testo, più negli anni addietro che negli ultimi ,  è stato eseguito da molte compagnie e riadattato da grandi registi del  grande schermo.

Basti pensare, per citare uno degli intramontabili pilastri del mondo del cinema, al “mostro sacro” Laurence Olivier che, oltre a portarlo sui palchi di Londra, ne fece un film che gli valse il primo Oscar alla carriera.

Testo complesso , ridotto da cinque a due atti,  a Roma viene riadattato magistralmente e senza che manchi nulla di essenziale alla narrazione che, anzi, viene arricchita dalla voce sublime di uno dei doppiatori storici del cinema italiano. Carlo Valli infatti fa, in solitaria e vestito ai giorni nostri, le veci dell’intero coro (solitamente gestito da un numero variabile di attori) senza che si senta la mancanza della caratteristica collettività. La voce di Robin Williams regala la vera perla dello spettacolo, quel tocco in più che distrae dalle imperfezioni di una rappresentazione difficile,  incantandone, con le sue tonalità cinematografiche, il racconto.

Un artificio tecnico che eleva lo spettacolo, già di ottimo livello per interpretazione e scenografia, ad un momento di grande teatro.

Nella pace nulla di meglio per diventare un uomo che la tranquillità e l’umiltà, ma se tu senti il soffio della guerra allora imita la tigre,, indurisci i tuoi muscoli, eccita il tuo sangue, nascondi la tua lealtà sotto la fredda rabbia e infine dà al tuo sguardo l’orribile splendore. (Atto III, Scena I)”. 

 

“Enrico V”, di William Shakespeare, adattamento e regia Daniele Pecci, con Daniele Pecci e, in ordine alfabetico, Sergio Basile, Marco Bonadei, Alessio D’Amico, Pierpaolo De Mejo, Pietro De Silva, Maurizio Di Carmine, Mariachiara Di Mitri, Martino Duane, Vito Favata, Sebastian Gimelli Morosini, Gianluca Gobbi, Marco Imparato, Roberto Mantovani, Raffaele Proietti, Mauro Racanati, Mauro Santopietro, Francesca Romana Succi, Antonio Tintis, Carlo Valli; scene e costumi Susanna Proietti, musiche Patrizio Maria D’Artista, disegno luci Umile Vainieri

Francesca Azzurra Conidi

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