ERRI DE LUCA

Erri De Luca è uno scrittore, poeta e traduttore tra i più acclamati del panorama intellettuale italiano. I suoi libri vantano molti lettori e sono tradotti in 30 lingue. Vincitore inoltre, tra il 1994 e il 2014 di moltissimi premi tra cui premio France Culture per Aceto, arcobaleno, il Premio Laure Bataillon per Tre cavalli, il Prix Femina étranger per Montedidio, Il Premio Petrarca in Germania, Le Prix Europeen de la Literature a Strasburgo, il premio Leteo in Spagna il Premio Jean Monnet in Francia, è un fervente attivista per il sociale sin dalla giovinezza. Il critico letterario Giorgio De Rienzo del Corriere della Sera in un articolo lo ha osannato a “scrittore d’Italia del decennio”.

Erri, nome italianizzato dello zio Harry, è nato a Napoli il 20 maggio 1950 a 18 anni lascia Napoli e parte per Roma dove inizia un ’impegno politico nella sinistra extraparlamentare che lo accompagnerà fino ai 30 anni. Successivamente a questa esperienza svolgerà per vivere diversi mestieri sia in Italia che all’Estero tra cui si adopero come operaio qualificato, camionista, magazziniere, muratore.

Da autodidatta ha studiato varie lingue, tra le quali lo yiddish e l’ebraico antico, lingua dalla quale ha tradotto con metodo letterale alcuni passi dell’Antico Testamento.

La copiosa produzione letteraria di cui è padre inizia alla soglia dei quarant’anni con la pubblicazione, nel 1989, di non ora, non qui scritto sulla sua infanzia a Napoli, oggi arrivata a contare più di quaranta testi firmati dallo scrittore partenopeo. Tra i più importanti il peso della farfalla, il giorno prima della felicità, tu, mio e i pesci non chiudono gli occhi. Tutti pubblicati da Feltrinelli. Ha scritto anche di montagna, sua grande passione da sempre, per il teatro e per il cinema. Importanti sono anche le poesie di De Luca tra cui Diga, Passaggio e Prontuario per il brindisi di Capodanno.

L’impegno politico e sociale che lo accompagna dalla più tenera età continua ad essere vivissimo ed è infatti in prima linea per sensibilizzare sulle dure condizioni delle carceri italiane e contro la realizzazione della linea ferroviaria TAV in val di Susa. A causa di alcune sue parole rilasciate ad un intervista t a sostegno dei diritti degli abitanti del territorio della Val di Susa e delle istanze del movimento No TAV è stato rinviato a giudizio per istigazione a delinquere. Come risposta all’accusa rivendica le sue parole nel pamphlet “la parola contraria”. A sostegno dello scrittore 65 personalità del cinema europeo, tra cui Wim Wenders, Claudio Amendola, Mathieu Amalric, Constantin Costa-Gavras e Jacques Audiard hanno firmato una petizione e dalla sua parte si sono schierati anche il Presidente francese François Hollande e molti nomi dello spettacolo come Fiorella Mannoia. Condannato inizialmente a otto mesi di reclusione, 19 ottobre 2015 è stato assolto perché il fatto non sussiste.

FRANCESCA AZZURRA CONIDI

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