MARGHERITA HACK – Astrologa per caso

tra le grandi donne che hanno cambiato il ventesimo secolo non si può non tenere presente “La Signora delle stelle”, coraggiosissima figura che ha rivoluzionato  il mondo dell’astrofisica mondiale.

Margherita Hack nacque a Firenze proprio alla vigilia del ventennio fascista, in un grande prato usato come pista di atterraggio per piccoli aerei ed ora conosciuto come Campo di Marte.

Non avendo fratelli ed essendo una bambina solitaria con pochi amici, molte volte il padre, che aveva perso il lavoro a causa dell’avvento fascista, gli fece da unico compagno di giochi.  cosi, mentre loro passavano le giornate insieme, la mamma, diplomata all’Accademia delle belle Arti,  riusciva a mantenere la piccola famiglia dipingendo miniature di Firenze per i turisti.

Compì quasi del tutto da privatista, Margherita, tranne quando si iscrisse al ginnasio Galileo Galilei, il più antico di Firenze, dove era sempre stata una buona allieva. Brava nello sport, alle scienze ci si avvicinò per caso.

La scelta della facoltà universitaria fu infatti suggerita dai suoi genitori ed il primo incontro con l’astronomia e l’astrofisica avvenne grazie alle lezioni del prof. Giorgio Abetti, esperto di Sole, e del suo assistente Mario Fracastoro, ma senza che queste l’appassionassero veramente. Il colpo di fulmine avvenne si compì, invece. al momento di dover decidere il tema della tesi. la ragazza, che non voleva sviluppare la classica analisi compilativa che l’avrebbe rinchiusa tra le quattro mura della biblioteca, scelse appunto l’argomento che poi l’avrebbe resa nota in tutto il mondo.

Il periodo della raccolta di informazioni però coincise con la fine della guerra e con il bombardamento di Firenze. A causa delle esigenze quotidiane, e dell’impossibilità di utilizzare il telescopio necessario per la ricerca, allora non funzionante, la tesi fu difficile da terminare e Margherita riuscì a laurearsi solo nel gennaio 1945, alla riapertura dell’università.

Finiti gli studi insegnò per un breve periodo all’Istituto di Ottica, e poi alla Ducati di Milano. Tornata a Firenze visse un periodo da precaria dove riusciva a racimolare a malapena ventimila lire al mese.

Alla fine divenne finalmente assistente di Fracastoro che a sua volta era diventato professore. La prima ricerca autonoma sulla stella Zeta Tauri la convinse di aver intrapreso la strada giusta.

Grazie anche alla libertà di spostamento del marito Margherita ha potuto viaggiare ovunque la sua carriera scientifica l’avesse condotta. Hanno vissuto a Parigi, dove la scienziata collaborava con l’Institut d’Astrophysique, poi a Merate, in Olanda a Utrecht, e infine a Berkeley in California.

Nel 1959 ritornarono stabilmente in Italia, prima a Merano e nel 1963 all’osservatorio di Trieste, dove divenne direttrice dell’istituto.

L’Osservatorio di Trieste all’inizio degli anni Sessanta era il peggiore d’Italia ma grazie al suo operato torna in poco tempo ad essere un’eccellenza. Nel 1984, dopo vent’anni di gestione, collaborazioni di calibro mondiale e ricerche avanzate, decise di lasciare la direzione e le ottanta persone che vi lavoravano all’interno. Madre di scoperte fondamentali per l’astrofisica una volta diminuita l’attività aumentarono di compenso i suoi impegni politici e sociali. Mai a riposo fino all’ultimo istante, Si spense il 29 giugno del 2013 ma il suo contributo scientifico rimane ancora oggi pietra miliare di studi e approfondimenti in tutto il mondo.

Francesca Azzurra Conidi

 

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